Tag: femminismo

Tutta colpa dei maschi?

Gira, in rete, una lettera aperta di un uomo che spiega perché maschi e femmine non sono uguali. L’ha scritta uno studente/assistente di un corso di ingegneria meccanica, statunitense, bianco – ha tutte le caratteristiche del genere dominante in società. Dice che maschi e femmine non sono uguali, le sue compagne di corso non sono uguali a lui anche se fanno le stesse cose e ottengono gli stessi voti.

Dice Mauldin, questo engineer, che in realtà le donne hanno affrontato sfide che lui non ha dovuto superare, delle quali fa un’elencazione argomentata, e quindi sono anche meglio di lui.

Migliaia di condivisioni.

Ma non ho trovato ragionamenti. Si condivide perché fa politically correct, si legge in modo superficiale la sua lettera aperta. Allora leggiamola bene: Continua a leggere “Tutta colpa dei maschi?”

Dovunque vada, Barbie indossa il vestito perfetto

Barbie fashion from the 70's
Barbie fashion from the 70’s (Photo credit: Freddycat1)

Perché è quello che importa, nel giudicare una donna come si deve, no?

Una pubblicità presenta questa raccolta di – non so se ho capito giusto – abiti per le Barbie, da comprare in edicola. Un sociologo potrebbe ravvisare in questo commercio il segno che la cultura in genere sta tornando a mettere la donna in una condizione non autonoma. Si dice “doing gender”, creare il genere: la donna viene educata in un certo modo, diverso dal modo in cui si educa un uomo. Se hai una figlia femmina, è bene che si occupi di bambole e vestiti, e non di sport per esempio.

Benedetti i genitori che mandano le figlie a fare sport, che fanno del bene alla società intera e non solo alle loro figlie.

Piccolo prestito

Anni fa un ingegnere mi ha coinvolto nel mondo del microcredito. Usava Kiva, e come funziona è piuttosto semplice: ti colleghi, ti iscrivi con un account, e carichi minimo 25 $ da prestare a qualcuno che li userà, assieme a quelli degli altri prestatori, per scopi vari. Per esempio comprare mucche, riparare un taxi, rifornire il negozietto di quartiere, acquistare tessuti da colorare e fare vestiti. Ora si è aggiunta anche la possibilità di aiutare gli studenti.

Il prestito viene restituito, non è un regalo a fondo perduto. Perché in pratica serve a coprire le agenzie di microcredito che lavorano localmente, e finanziano i prestiti in prima istanza. Quindi i vari richiedenti che appaiono sul sito in realtà hanno già ricevuto il prestito. Comunque, con tempi più o meno lunghi (ogni scheda di prestito riporta i termini delle scadenze), i prestiti vengono restituiti. Certo bisogna fare attenzione a certi indicatori, per esempio in alcuni Paesi con una moneta non esattamente stabile la restituzione del prestito potrebbe non essere integrale (cioè, loro restituiscono comunque la stessa somma che hanno ricevuto, solo che può valere meno al cambio).

Ger, Mongolia
Ger, Mongolia (Photo credit: Wikipedia)

Quello che mi sembra un buon passo avanti è appunto la possibilità di aiutare a finanziare gli studi di qualche ggiuvine. Ho sfogliato oggi la sezione Higher Education, ma ho visto solo uomini. Non che non meritino di studiare. Ma data la particolare situazione dei Paesi da cui provengono, mi sembra più proficuo contribuire agli studi di qualche ragazza, che così non sarà necessariamente relegata al ruolo di madre di tanti figli e cuoca/cameriera, e sarà un mattoncino nel cambiamento globale. D’altronde sono soldi ben investiti perché è arcinoto che le donne studiano di più e ottengono risultati migliori dei maschi (per farci cosa poi, boh…)(questo era sarcasmo eh). Ho contribuito allora al prestito per un signore della Mongolia, che userà quei soldi per pagare la retta universitaria di sua figlia – un buon compromesso.