Tag: democrazia

Mettiamo le cose in chiaro

Leggo che i neonazi neofasci organizzano un festival a Milano invitando tutti i gruppi neonazi e neofasci d’Europa. Leggo poi che si spostano a Como (“Milano nord” negli annunci, ché il gruppo ungherese che si richiama all’Impero Austro-Ungarico preferisce Milano a Como magari per antiche memorie). Leggo che sono previsti talks su matrimoni omosessuali, aborto, immigrazione. Sospetto che i relatori e gli spettatori non saranno favorevoli (a meno di mischiare almeno due delle tre opzioni, ipotizzo: aborto di figli di immigrati, o aborto post-nascita di omosessuali, o ritiro del permesso di soggiorno agli omosessuali compresi quelli con diritto di cittadinanza per “suolo e sangue”).

Leggo che i neonazi e neofasci si lamentano, vociando che la proibizione di tenere il loro pacifico incontro a Milano è una restrizione alla democrazia.

Ecco: non capite un cazzo.

Non capite un cazzo, giocate sulle parole peggio dei grillini o di un filosofo bipolare (stitico-diarroico), mettete un vittimismo di facciata che è ridicolo considerando che non nasconde la realtà, e non avete idea di cosa significhi democrazia o convivenza sociale.

Nessuno ha mai detto che la democrazia è “fai il cazzo che ti pare”. A parte qualche idiota del vostro stampo. La democrazia deve restingere le libertà individuali, deve mettere dei vincoli, per il semplice motivo che ciascuno di noi ha ideali e scopi differenti e a volte incompatibili, quindi ciascuno di noi deve rinunciare a qualcosa per avere in cambio altro (per esempio istruzione pubblica, sanità pubblica, strade e infrastrutture, e soprattutto la pace sociale, quanta più possibile). Visto che molti non sono disposti a queste rinunce, interviene un potere superiore che rappresenta tutti (questa è la teoria) e impone quelle rinunce: se vai in giro a pestare omosessuali e dare fuoco ai barboni (eh, ci credono proprio tutti che le tue associazioni sono pacifiche…), prima o poi ti sbattono in galera. Non ti pestano, tranquillo, che il 90% dei tutori dell’ordine hanno le tue idee. Ma in galera sì, sarebbe opportuno e desiderabile.

Quindi sì, la democrazia è una cosa ristretta. Ed è giusto così. E non serve a niente fingersi vittime. Non copre la mancanza di argomenti, di capacità di ragionare, di buone intenzioni. La democrazia mette dei vincoli anche a quelli che vi impedirebbero di coltivare le vostre perniciose idee: in democrazia siete liberi di pensare e parlare, di associarvi e incontrarvi. In uno Stato come lo volete voi, chi non la pensa come voi non avrebbe queste libertà. Spiegatemi perché, se non siete disposti a concedere queste libertà, pretendete che siano concesse a voi. Non potete pretenderlo. Se non concedete, non potete chiedere che vi sia concesso.

Qui sta la superiorità della democrazia come è stata costruita dopo la fine dei regimi nazifasciocomunisti. La democrazia mette dei vincoli, ma sono vincoli logici, che permettono lo sviluppo delle idee che prima non c’era. Comprese le vostre, se voleste svilupparle.

Ora, da bravo democratico, anche io metto dei vincoli e ogni eventuale commento sarà soggetto a moderazione.

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Anche la democrazia è normativa

Situationist slogan badge
Situationist slogan badge (Photo credit: dannybirchall)

Su TED ho trovato un post di Yasheng Huang, un economista del MIT che prima lavorava ad Harvard. Il tema della discussione è la democrazia. Huang (sarà questo il cognome? Ché in Cina usa mettere prima il cognome e poi il nome, come Yao Ming, il nome era Ming e il cognome Yao) – chiamiamolo allora per comodità YH, risponde in tono piuttosto duro a Eric Li, affarista cinese ma con interessi in tutto il mondo, da quel che ho capito. Li (qui Li è il cognome, sono sicuro!)(qui-li, scusate, non volevo…) aveva registrato un TED Talk in cui sosteneva che il sistema marxista cinese, e qualunque sistema autocratico dello stesso stampo culturale, funziona meglio di qualunque democrazia su tutti i livelli, dall’economia all’ordine interno.

La risposta di YH inizia da una distinzione tra i sistemi democratici liberali occidentali e il sistema marxista: YH ritiene che il sistema marxista sia normativo, ma usa questo “normativo” come sinonimo di “pio desiderio”. Impraticabile nella realtà. Quando Marx lo propagandava, non stava facendo un discorso predittivo (come farebbe un medico quando dice “questo sarà il decorso della malattia”), ma esprimeva semplicemente una preferenza, un desiderio personale. Questo perché quando Marx ha inventato il suo comunismo non esisteva al mondo, né mai era esistita, alcuna società fatta in quel modo. Non poteva descrivere e portare fatti a supporto, era tutta espressione di desideri personali. Nella realtà storica, mentre Marx aveva basato il suo sistema sulle sue proprie deduzioni (niente fatti), i suoi successori lo hanno basato sulla violenza e l’oppressione. Continua a leggere “Anche la democrazia è normativa”

Degenerazioni democratiche

Circa 25 secoli fa – la prendo larga – Aristotele sosteneva che la democrazia è una forma di governo degenerata, ed è degenerata rispetto alla politeia, la quale altro non era che la partecipazione dei cittadini alle funzioni politiche, ovvero al governo della propria città.

AristoteleNon era solo andare a votare. Certo, la democrazia ateniese era diversa dalla nostra: avevano diritto di partecipazione e di voto solo i maschi adulti liberi e cittadini, una piccola parte della popolazione. Ma il voto non era un “diritto”, quanto piuttosto una responsabilità. Almeno secondo Aristotele, che non era cittadino ateniese… Comunque, ogni cittadino si recava alla discussione pubblica per prendere parte alle decisioni riguardanti la politica della città. Votavano le guerre, votavano le paci, votavano gli strateghi, votavano gli esilii, le spese per l’arredo urbano, le processioni e le grandi manifestazioni teatrali, l’avvelenamento di filosofi fastidiosi e così via.

Una democrazia diretta?  Continua a leggere “Degenerazioni democratiche”