Il “diritto umano” di rifiutare di svolgere un servizio pubblico

Nella sua gita statunitense il papa è intervenuto anche sul caso della fanatica che ha rifiutato di rilasciare una licenza per un matrimonio omosessuale nonostante la Corte Suprema abbia espresso il giudizio vincolante per tutti gli Stati dell’unione che i matrimoni omosessuali sono matrimoni come quelli eterosessuali e non vanno ostacolati.

Secondo il papa esiste un diritto umano a rifiutare di svolgere un compito che rimane in carico a un funzionario pubblico, se questo compito va contro le convinzioni di quel funzionario.

Il papa ha ragione, da un certo punto di vista.

Immaginiamo per un momento che i “volenterosi carnefici di Hitler” avessero rifiutato di svolgere i compiti amministrativi legati alla cd. “soluzione finale”. O un caso meno truculento ma ugualmente grave, che aveva anche il vantaggio – per il nostro esempio – di essere sostenuto da leggi espresse: le leggi razziali, come quella a protezione del sangue e dell’onore tedesco del 15 settembre 1935. I cittadini tedeschi erano tenuti a non mescolare il proprio sangue con gli ebrei. I matrimoni con gli ebrei erano proibiti o se già in essere invalidati. Mettiamo il caso che un signore tedesco va all’ufficio anagrafe a chiedere la licenza di matrimonio e quando gli chiedono il nome della moglie, viene fuori che è un’ebrea. Rispettare la legge in vigore è il dovere del funzionario pubblico, che quindi nega la licenza di matrimonio al suddetto (e non sudeto) signore.

Ma se il funzionario fosse convinto che quella legge è un abominio? E che le persone hanno il sacrosanto diritto di sposare chi vogliono?

Noi pensiamo che avrebbe il diritto di fare obiezione di coscienza contro la legge. In fondo è così che progrediscono le leggi e la civiltà: qualcuno fa obiezione di coscienza contro qualcosa di sbagliato. Qualcuno fa resistenza passiva, disobbedienza civile. Ci sono anche le rivolte e le rivoluzioni, vero.

Quindi in linea di massima è giusto che un funzionario pubblico abbia il diritto di fare obiezione contro una legge che ritiene sbagliata, in coscienza. Quello che ci rende civili è proprio il fatto che riconosciamo a ciascun cittadino la capacità e la possibilità (i due sensi di capability, direbbero Sen e Nussbaum) di formarsi un’opinione consapevole su questioni etiche e agire di conseguenza. Il principio di una democrazia liberale è la libertà d’azione individuale.

Ma, ma. Ci sono chiaramente delle precisazioni da fare, dalle quali viene fuori che il papa ha torto marcio. Il papa e chi la pensa allo stesso modo.

Innanzitutto, gli Stati Uniti non sono una dittatura. Non viene imposta una linea etica a tutti i cittadini, i quali possono scegliere se essere cattolici, protestanti, atei, buddhisti, confuciani, musulmani, induisti eccetera eccetera. Anzi in genere il governo si vede costretto a opporsi a chi vorrebbe imporre la linea etica (gente pia, religiosi) e a difendere il diritto all’autodeterminazione.

In secondo luogo, quello che ci fa dire che è giusta l’obiezione di coscienza è la nostra convinzione che ciascun individuo ha valore per se stesso, in se stesso, e non in quanto membro di una comunità alla quale delega ogni scelta che sia superiore al tipo di pizza da prendere il sabato sera. Noi “civili” intendiamo l’obiezione di coscienza contro le leggi che restringono le libertà di scelta e di realizzazione individuale. Si tratta di una cosa al polo opposto rispetto all’obiezione di coscienza che reclamano i cattointegralisti: sia i farmacisti che non vendono la “pillola del giorno dopo”, sia i medici che rifiutano di praticare aborti, sia la funzionaria che non rilascia la licenza di matrimonio non sono funzionari pubblici che si oppongono a leggi che provocano danni alle persone che ne fruiscono. Sono funzionari che si oppongono alla libera scelta individuale. Sono personaggi che vogliono imporre agli altri la loro linea di condotta, e lo fanno abusando di una posizione che è stata loro attribuita per difendere invece i cittadini da chi vuole sottometterli. In pratica è come se Hitler fosse solo un impiegato dell’anagrafe nella Germania odierna e rifiutasse le licenze di matrimonio tra tedeschi ed ebrei, perché è sua convinzione che il sangue germanico deve essere purificato.

Quale pensiero provoca una simile presa di posizione?

Che abbiamo a che fare con una persona demente. Ma di più: un criminale, un fanatico che non è capace di vivere la propria vita senza impicciarsi delle vite degli altri. Non è lecita l’obiezione di coscienza con lo scopo di fare danni agli altri. Non è lecita l’obiezione di coscienza con lo scopo di restringere le libertà di scelta. L’obiezione di coscienza è lecita solo quando ha contenuto negativo, non ha contenuto specifico: obietto contro una legge che mi costringe a qualcosa che non è giusto. Non obietto contro una legge che mi concede di fare a modo mio, e nello stesso tempo concede agli altri di fare a modo loro. Perché quella legge non obbliga me a fare qualcosa che non voglio o non ritengo giusto.

Certo si può rispondere che rilasciare una licenza di matrimonio a una coppia omosessuale è una cosa che la fanatica – e “il papa buono 2” – non ritiene giusta. Ma a questo punto si deve inserire il compromesso, che consente il funzionamento di una società pluralista: se la signora è l’unica addetta dell’ufficio del suo paesello, allora deve rinunciare a una parte delle proprie convinzioni, quella parte che ostacola le libertà degli altri. Deve rilasciare la licenza. Se invece non è l’unica addetta, è sufficiente che vi sia almeno un addetto che rilasci quella licenza, senza che la pazza si metta in mezzo a dare fastidio. L’alternativa è che l’integralista si licenzi: è vero che è stata eletta, ma il fondamento della democrazia liberale (come quella USA) è che si viene eletti per garantire la libertà delle scelte individuali, non per difendere una posizione sostanziale. Non si viene eletti per decidere chi può sposarsi e chi no, ma per sostenere la libertà di sposarsi con chi ci pare, ammesso che sia una cosa consensuale. Quindi c’è già un bug iniziale che dovrebbe invalidare l’elezione stessa. L’incarico pubblico in una democrazia pluralista comporta l’obbligo del dipendente a rispettare le “concezioni del bene” che hanno gli altri. Chiunque si faccia eleggere con lo scopo di opprimere e cancellare altre posizioni etiche o politiche causa il “corto circuito kantiano“, direi, che provoca l’incoerenza pratica dell’elezione.

Ripassiamo Kant sul tema del suicidio: secondo il prussiano il suicidio non è una scelta lecita, e non è nemmeno una scelta, perché uccidendosi si crea una contraddizione pratica dal momento che si elimina, eliminando se stessi, quella libertà personale che ci aveva permesso di toglierci la vita. E se elimini la libertà di scelta, allora il suicidio non è più una scelta.

Allo stesso modo, se un sistema elettorale democratico liberale viene inquinato da chi si fa eleggere per eliminare le libertà che costituiscono quel sistema stesso, allora il sistema non esiste, quindi non ci può essere elezione. Contraddizione pratica.

Ma dal momento che l’elezione c’è stata, allora c’è l’obbligo (morale! e anche logico) di mantenere in vita il sistema che ha permesso l’elezione. Ergo, chi è stato eletto in una società pluralista non può opporsi al pluralismo, pena l’incoerenza e quindi l’inconsistenza dell’opposizione.

Quindi il papa ha torto: in una società democratica, liberale e pluralista non c’è il diritto all’obiezione contro leggi che ampliano libertà e diritti, se queste non vanno a ledere altri diritti in essere.

Il matrimonio omosessuale andrebbe in qualche modo a ledere i diritti di qualcuno?

I fanatici religiosi credono di sì. Credono che vengano lesi i loro diritti. Il “loro” matrimonio verrebbe insudiciato dall’estensione del diritto anche alle coppie omosessuali. Ma hanno torto anche loro: quello che difendono non è un diritto, ma un privilegio. Sono cose molto diverse. Una società democratica, liberale e pluralista dovrebbe cancellare i privilegi, livellare i punti di partenza e aiutare ciascun membro della società a sviluppare il proprio personale ideale di vita. Inoltre un diritto non è tale se non è universale. Ci sono quindi almeno due motivi per i quali gli integralisti non hanno ragione di opporsi all’estensione del diritto al matrimonio alle coppie omosessuali. E queste due ragioni le sommiamo a tutte le ragioni esposte prima per spiegare che non esiste diritto a obiettare contro leggi che estendono diritti, se si è funzionari pubblici di una società democratica, liberale e pluralista.

4 pensieri riguardo “Il “diritto umano” di rifiutare di svolgere un servizio pubblico

  1. L’articolo fa diversi ragionamenti, molti dei quali fallati perché profondamente errate sono le premesse.
    1-gli Stati Uniti non sono una dittatura. Non viene imposta una linea etica
    ma, appunto è quello che sta succedendo.
    2- personaggi che vogliono imporre agli altri la loro linea di condotta
    come coloro che, consapevolmente, vengono da fuori perché sanno che sarà loro oposto un rifiuto, e quindi potere punire l’obiettore?
    3- per difendere invece i cittadini da chi vuole sottometterli
    Ma il potere non sta cercando di sottomettere il funzionario?
    4-abbiamo a che fare con una persona demente. Ma di più: un criminale, un fanatico
    Quindi se una persona ha idee diverse da quello che il potere impone, è automaticamente questo. Ottimo ragionamento liberale. Alla ghigliottina o in manicomio tutti quanti, quei mostri.
    5-Non è lecita l’obiezione di coscienza con lo scopo di restringere le libertà di scelta.
    Perché? (no, dopo non c’è la spiegazione: è dato per scontato)
    6-Perché quella legge non obbliga me a fare qualcosa che non voglio o non ritengo giusto
    E’ proprio questo il punto, invece: obbliga. Se lo ritenessi giusto, lo farei.
    7-compromesso, che consente il funzionamento di una società pluralista…Deve rilasciare la licenza
    Per quale motivo dovrebbe essere lei a cedere? Dove sta il compromesso, in una scelta dicotomica?
    8-si licenzi: (…) si viene eletti per garantire la libertà delle scelte individuali, non per difendere una posizione sostanziale
    Quindi, coerentemente, Obama e i giudici della corte suprema si dovrebbero licenziare. C’è un certo emendamento sulla libertà religiosa…
    9-Non si viene eletti per decidere chi può sposarsi e chi no, ma per sostenere la libertà di sposarsi con chi ci pare
    E’ stata eletta da gente che, evidentemente, non era d’accordo con “sostenere la libertà di sposarsi con chi ci pare” imposta dall’alto. Quindi è coerente con il mandato dei suoi elettori, a parte una minoranza di fanatici del “matrimonio” dello stesso sesso che probabilment non l’hanno votata. Forse occorrerebbe ripassare le regole della democrazia, che è diversa dallo statalismo oligarchico che impone dall’alto. In tutti i casi in cui i referendum anti-matrimonio gay sono stati invalidati centralmente, quale libertà era sostenuta?
    10-L’incarico pubblico in una democrazia pluralista comporta l’obbligo del dipendente a rispettare le “concezioni del bene” che hanno gli altri
    Ma non conformarsi ad esse.
    11-Allo stesso modo, se un sistema elettorale
    Abbiamo già dimostrato l’intrinseca fallacia dell’argomento, che garantisce libertà solo a una parte.
    12 chi è stato eletto in una società pluralista non può opporsi al pluralismo, pena l’incoerenza e quindi l’inconsistenza dell’opposizione
    Come abbiamo già detto, e come hanno anche affermato alcuni giudici della corte suprema, la consapevole opposizione al pluralismo per sostenere una posizione innaturale è proprio ciò che si è fatto in questo caso. Il “diritto al sesso” prevale sul “diritto alla religione”, e sul diritto naturale. Perché? Ma “loveislove”.
    13 fanatici religiosi credono (…) Il “loro” matrimonio verrebbe insudiciato dall’estensione del diritto anche alle coppie omosessuali.
    Per niente; Piuttoso, credono che i fanatici omosessuali (visto l’uso della parola fanatico da chi fa grandi ragionamenti liberali, non c’è da scandalizzarsi, vero?) richiedano qualcosa che non è mai esistito per una buona ragione: non può esistere.
    14 un diritto non è tale se non è universale
    E quale sarebbe questo diritto universale? Ricordo che un diritto universale ha un prerequisito, prima di essere universale: di essere un diritto, e non una pretesa.

    Tutto ciò conferma quello che diceva qualcuno: che i liberali sono prontissimi a difendere il diritto di tutti, ma sono scandalizzati e offesi quando questi diritti sono diversi da quelli che vogliono loro.

  2. Non sono ancora certo che sia necessario rispondere. Tutte le risposte alle “obiezioni” (tra virgolette perché le obiezioni vere sono argomentate, valide, dimostrate) sono già nel post. Quindi è una perdita di tempo ecc. e insomma, già il post è scritto nel modo più semplice, non ci sono specialismi (mi pare), almeno cerco di scrivere anche per chi non è specialista e non ha studiato certe cose.
    Ma è evidente che sopravvaluto le capacità della gente, e quindi per spirito pedagogico:

    1. no. Viene imposto il rispetto della Costituzione, fondamento di ogni convivenza civile. La pazza fanatica non viene obbligata a prendere una sposa. Viene solo obbligata a svolgere il suo lavoro.

    2. non si capisce, va riformulata

    3. no. Il funzionario è il potere. Non sono entità diverse. Quindi è illogico che x sottometta se stessa. A parte questo, viene ricordato alla funzionaria che deve rispettare la Costituzione e le leggi che concedono a lei altrettanta libertà e protezione, quindi non è un abuso, non le stanno dicendo “tutti gli altri fanno come vogliono e tu no”, le stanno dicendo che se vuole il diritto a vivere la sua vita come vuole deve essere disposta a concedere agli altri lo stesso diritto

    4. il potere non sta imponendo bla bla per punto 3, e i liberali non sono quelli del “facciamo tutti il cazzo che ci pare”. Sono quelli che “garantiamo a tutti la maggiore libertà possibile, quindi dobbiamo tutti rinunciare a qualcosa perché ostacola il progetto di convivenza”.

    5. la spiegazione c’è, anche prima, basta togliersi i paraocchi benedetti

    6. no, di nuovo. La fanatica anti-gay non viene obbligata a sposarsi con una donna. Tutto il resto non sono cazzi suoi. Nel momento in cui la legge non la obbliga a sposarsi con una persona che non vuole sposare, lei non ha alcun diritto di opporsi ai matrimoni altrui. Non sono cazzi suoi.

    7. deve essere lei a cedere perché gli altri hanno già ceduto nel concederle di mantenere le sue opinioni e vivere in modo concorde a quelle. Con l’unico limite che non le viene concesso di imporre il suo modo di vivere a chi non lo vuole. Reciprocità. Se non vuole la reciprocità, allora gli altri non hanno alcun obbligo verso di lei, quindi la possono costringere a bastonate o con varie torture (come facevano i buoni cristiani di una volta) ad adattarsi al sistema della società, e lei non avrebbe diritto di lamentarsi. Sarebbe incoerente. Quindi non avrebbe argomenti validi.

    8. l’emendamento sulla libertà religiosa indica la separazione dello Stato dalla chiesa, da qualunque chiesa. Significa che lo Stato non può decidere di favorire una religione sulle altre (magari funzionasse così da noi!). Significa che lo Stato non si impiccia delle scelte religiose dei cittadini. Significa che i cittadini sono liberi di scegliere. Significa che le religioni non devono impicciarsi delle cose dello Stato. Significa che la religione A non deve impicciarsi delle cose delle religioni B, C, o ateismo. Significa che chi ha opinioni religiose deve tenerle fuori dalle cose pubbliche. Significa che per motivi religiosi un funzionario pubblico non può ostacolare le scelte di vita di chi non si piega ai dogmi di quella religione.

    9. la gente che l’ha eletta non può eleggerla per sovvertire le regole: Costituzione e leggi. L’hanno eletta per rappresentare certe istanze ENTRO I LIMITI della Costituzione e delle leggi. Se così non fosse, allora ci sarebbe il problema della contraddizione pratica kantiana messa nel post. Sarebbe davvero il caso di ripassare le regole della democrazia, eh!

    10. infatti nessuno la obbligherà a sposarsi con una donna, se lei non vuole. Le viene solo imposto di svolgere il suo lavoro, rispettare le leggi, rispettare le scelte degli altri cittadini. Non può svolgere quel lavoro se vuole decidere lei cosa possono o no fare gli altri. Se vuole questo, allora per la reciprocità non può nemmeno lamentarsi se altri fanatici prima o poi la obbligheranno a comportarsi in modo non coerente con le sue convinzioni.

    11. non “abbiamo” dimostrato niente (dove?), piuttosto deve essere chiaro che la libertà ha chiaramente dei limiti: è un compromesso, si cede qualcosa e si ottiene qualcosa. Ma qualcosa si deve cedere. Altrimenti non si parla di diritti ma di privilegi. Per ora la libertà di sposarsi ce l’avevano solo le coppie eterosessuali, quindi non è un diritto ma un privilegio. Ed è ingiustificato

    12. non esiste diritto naturale; l’omosessualità non è innaturale; non si tratta di diritto al sesso ma di diritti di famiglia (poi ok i cristiani vedono la donna solo come oggetto che serve a riprodurre, una fotocopiatrice fa lo stesso lavoro, ma in più la donna ti pulisce casa neh?).

    13. nemmeno il cristianesimo era mai esistito prima dell’età augustea. Dobbiamo abolirlo perché è una roba innaturale. D’altra parte, l’omosessualità è ampiamente dimostrata in natura, le coppie omosessuali esistono in molte specie animali. Se invece si intende che non esiste in natura il matrimonio omosessuale, beh, non esiste nemmeno quello eterosessuale, quindi il matrimonio eterosessuale tra umani non è naturale e va cancellato.

    14. se un “diritto” esistesse prima di essere universale, non sarebbe un diritto ma un privilegio o un sopruso. Fa schifo l’affermazione che gli omosessuali non hanno questo diritto al matrimonio e alla famiglia ma hanno solo pretese, mentre per gli etero è un diritto “perché esiste”. Non c’è limite alla mancanza di vergogna, di senso etico, e di logica.

    I liberali difendono i diritti di tutti, anche di chi vuole cancellare i diritti di altri, e lo fanno in modo sensato: ci sono configurazioni sociali che possiamo far funzionare e altre no, perché in queste ultime alcuni pensano di essere migliori e non vogliono partecipare, vogliono che gli altri cedano ma loro no. La migliore risposta liberale a questa pretesa è “ma vaffanculo”. L’esito però è il conflitto. Immagino che i non liberali cerchino proprio il conflitto, non il benessere di tutti.

  3. “Non si viene eletti per decidere chi può sposarsi e chi no, ma per sostenere la libertà di sposarsi con chi ci pare, ammesso che sia una cosa consensuale.”
    Il problema è quello della “licenza matrimoniale” ovvero il FATTO che implichi dei VANTAGGI per chi la possiede. Ti conosco e ti stimo abbastanza per sostenere che sai già dove vogglio arrivare… e quindi qui mi fermo.
    Rischiamo inoltre di scivolare in vecchie discussioni (dove tra l’altro eravamo dalla stessa parte, se ben ricordo) sullo stato liberale verso i puri libertari… Quindi concludo che le tematiche che riguardano vantaggi (e protezioni) non sono mai SEMPLICI e generano scontri di poteri….
    Un Sorriso

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