Hai presente quando dici “Ci deve essere la fregatura?”

genome sequencingCraig Venter, il tizio molto ricco che ha vinto/pareggiato una gara con il governo USA per la mappatura completa di un codice genetico umano nel 2001, ha una nuova idea: analisi genetiche a basso costo, attorno ai 250 dollari USA, che rivelino tutto quello che è necessario, fondamentale, essenziale – circa il 2% del genoma, ma ci sono tutti i dati che servono. Proporrà poi anche analisi più complete a prezzi maggiori. Farà il lavoro che hanno iniziato a fare da un po’ le aziende di personal genomics, come la 23andme della ex moglie di Brin di Google, Anne Wojcicki. Per citarne una famosa. In pratica ti mandano il kit, con una provetta sterile, ci sputazzi dentro un po’ di saliva e spedisci il prodotto ai loro laboratori, loro sequenziano e ti dicono di che stirpe sei, quali sono le tue origini, quali malattie rischi, eccetera.

La genomica personale ha creato parecchio scompiglio. Pensiamo al cosiddetto passaporto biologico nello sport: si fa un’analisi genetica dell’atleta, e si verifica che il codice non subisca modifiche (a livello somatico) che rivelerebbero l’uso del doping genetico. Rimando sempre al mio ormai datato libello per approfondimenti perché non ho voglia di riscrivere tutto qui adesso.

Oppure, un altro caso di studio dei filosofi ma non solo (anche dei giuristi, per esempio) è quello delle assicurazioni vincolate al test genetico e ai suoi risultati accettabili. Un’assicurazione già oggi può rifiutare casi in cui alcune malattie sono già conclamate: se ti resta poco da vivere e vai a farti un’assicurazione sulla vita da lasciare alla famiglia, l’assicurazione può rifiutartela o mettere un premio elevatissimo. Perché è sicuro che poi deve pagare.

Immaginiamo cosa può significare avere a disposizione uno strumento che rivela non solo le malattie conclamate, ma addirittura le predisposizioni. L’assicuratore non farà la distinzione che fa uno scienziato, ovvero che una predisposizione non è deterministica, nemmeno a livello genetico. L’assicurazione lavora con le probabilità, e se le probabilità non sono a suo favore nella maggior parte dei casi rifiuta di coprire il caso.

Il problema è che un’analisi genetica rivela predisposizioni a qualcosa praticamente sempre. Tutti siamo predisposti a qualcosa. Pressione alta, malattie degenerative, eccetera. Un’analisi genetica potrebbe, in un futuro non lontanissimo, stabilire con buone probabilità la data della nostra morte. Dovrebbe essere sufficiente valutare la velocità di consunzione dei telomeri. Le assicurazioni già ora valutano l’età dell’assicurando su tabelle di statistiche di mortalità per coorti. Se hai 80 anni, un’assicurazione sulla vita ti costa di più che se ne avessi 40 (tranne nel caso in cui fossi un 40enne che fa un mestiere ad alto rischio), e ti costa di più se sei uomo piuttosto che se sei donna, perché le donne vivono più a lungo. Possono pagare il premio per un tempo maggiore.

Se l’assicurazione potesse usare i dati genetici per calcolare il premio che l’assicurando dovrebbe versare, potrebbe aumentare le proprie probabilità di “vincere la scommessa” – un’assicurazione funziona come una scommessa: l’assicurazione gioca soldi su una probabilità che qualcosa accada o non accada, e scommette sull’opzione contraria a quella su cui scommette l’assicurando. Le tabelle statistiche danno all’assicurazione un vantaggio nel gioco, perché conosce più dati (un’infinità di più) e ha probabilità più precise. Per ora però le probabilità non sono precisissime. E c’è anche la possibilità dell’imbroglio da parte degli assicurati (non che le assicurazioni siano oneste. Il cartello delle assicurazioni è finito numerose volte nel mirino delle associazioni dei consumatori, dell’Antitrust e delle agenzie regolative europee). Il possesso dei dati genetici degli assicurati garantirebbe alle assicurazioni uno strumento di potere che sbilancerebbe in modo incredibile la relazione.

Craig Venter, per fornire a prezzi così bassi i suoi test genetici, si è accordato proprio con un’agenzia assicurativa sudafricana, la Discovery Health.

2 pensieri riguardo “Hai presente quando dici “Ci deve essere la fregatura?”

  1. Questo nei paesi dove la pratica assicurativa è diffusa. A occhio non mi pare così anche in Italia. Purtuttavia le implicazioni sono notevoli. Per esempio: se un domani lo Stato richiedesse agli lavoratori pubblici (e privati) un esame per stabilire una nuova età pensionabile…

  2. l’età pensionabile si allontanerà a ritmi esponenziali, se ha ragione Kurzweil con la singolarità.
    Io credo che nel giro di 20 o 30 anni i cyborg “saranno tra noi”, complicando parecchio le cose (la parte meccanica non ha dna)

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