Il futuro è ancora quello di una volta?

Un paio di articoli postati sul sito del World Economic Forum si collegano in modo interessante: nel primo si discute della prossima rivoluzione industriale e quali saranno le sue caratteristiche, nel secondo ci si chiede in quali modi la tecnologia impatterà sulla società e viene introdotto un sondaggio svolto tra esperti del settore in cui viene chiesto “Quando arriverà il futuro?“, ovvero quale sarà la tecnologia che significherà una svolta chiara rispetto al presente.

Qualche anno fa ho scritto un libercolo sulle modifiche genetiche possibili grazie allo sviluppo della ricerca medica. In particolare mi interrogavo sulla liceità morale di quelle modifiche: si parte dalla distinzione salute-malattia, si passa per lo scopo della medicina, la terapia e il potenziamento, la prevenzione, i confini molto sfumati e permeabili, si arriva alla possibilità di eliminare molte sofferenze, e insomma nemmeno nelle pratiche più regolate come lo sport alla fine possiamo opporre troppe obiezioni. O almeno la penso così io.

Mentre scrivevo quel libro, studiavo articoli di ricercatori, medici, oltre che di filosofi preparati nel particolare campo della bioetica. Ovviamente ne capisco meno di un medico formato per anni, e non ho mai preteso di capirne di più. Ma ne capisco abbastanza. Anche perché ho un concetto di filosofia e di scienza (in cui è compresa la medicina) che le fa interagire, entrambe come strumenti da impiegare per le necessità della convivenza, ma la filosofia può e deve impicciarsi di cose pratiche, e la scienza per statuto suo non può allargarsi a questioni universali, ma sto divagando. Mentre scrivevo il libro, mi informavo anche su tutte le altre possibilità di “terapia”, non solo quella genica. E ho sempre avuto l’idea che ben prima di raggiungere il livello di capacità ed esperienza necessari per la terapia genica, avremmo (noi umanità) raggiunto ben più facilmente quello necessario per l’ibridazione uomo-macchina. In una parola, il cyborg.

Questo in sé presenta questioni etiche in parte diverse, particolari. Ma quello che mi interessa al momento è proprio la cronologia del futuro: prima delle modifiche genetiche, saremo capaci di fare modifiche meccaniche. Il primo pensiero dei filosofi va ai meccanicisti moderni, quelli che lavoravano anche con le macchine, gli orologi, e credevano che i corpi fossero macchine essi stessi – posizione da cui derivano affermazioni aberranti e stupide come quelle di Cartesio quando torturava gli animali. Non è necessario ripetere gli stupidi errori di Cartesio, ma obiettivamente i progressi medici sono frutto della concezione meccanicista dei corpi. Inoltre, dai tempi della Prima rivoluzione industriale la nostra pratica con le macchine è sempre cresciuta, è già ora esistono robots capaci di sostituire l’uomo in diverse mansioni. Siamo capaci di usare le macchine, sappiamo benissimo come funzionano, come costruirle, regolarle, aggiustarle. Per questo, mi sembra perfino banale che unire la macchina al corpo umano sarà “il prossimo passo dell’evoluzione“. Non la modifica genetica. La modifica meccanica, il cyborg.

E anche il primo degli articoli del WEF pare di questa opinione: nello schemino riassuntivo a fondo pagina elencano le rivoluzioni industriali avvenute (1784, 1870, 1969) e ipotizzano per la prossima proprio i cyber-physical systems.

Il secondo, come detto, propone una raccolta statistica delle opinioni di 800 esperti del settore tecnologie, ai quali viene chiesto di stabilire una linea di confine tra presente e futuro, una tecnologia che ci faccia passare dal presente al futuro. La maggior parte delle risposte (si tratta di un ordinamento di risposte multiple, non di un questionario in cui si potesse dare una risposta sola) punta verso le wearable technologies, le tecnologie che si indossano. In particolare, il futuro arriverà quando il 10% almeno della popolazione (USA, nel caso del sondaggio) indosserà abiti con connessione permanente a Internet. Abiti in grado di rilevare dati medici su chi li indossa, e inviare i dati al proprio medico, preparatore atletico, farmacista… o che ci consentono telefonate senza telefoni, visione di filmati e ascolto di musica, prendere appunti vocali, insomma ci siamo capiti. Vestiti-computer.

Al secondo posto: il futuro arriverà quando un robot sarà in grado di prendere il posto di un farmacista. Non il semplice farmacista che legge la ricetta del medico e ti consegna il medicinale, ma quello che li sa preparare, con conoscenze mediche e chimiche insomma. Quello che una volta in AI si chiamava “sistema esperto“. Credo anche adesso, non so bene, non bazzico più tanto. Scendendo troviamo la produzione di oggetti in 3D (dalle automobili agli oggetti più piccoli, alle parti del corpo umano da trapiantare), le auto che si guidano da sole o le città popolose senza semafori (quindi con un traffico non incasinato, grazie alle auto che si guidano da sole), la diffusione della connessione a Internet e ancora i sistemi esperti ma alla guida di un consiglio d’amministrazione di un’azienda (quindi con capacità decisionali e di apprendimento).

Le tecnologie indossabili sono dunque considerate il passo avanti decisivo, il salto di qualità. Personalmente le ritengo solo un aumento incrementale, aggiunta quantitativa e non salto di qualità. La penso così perché già da molto esiste una teoria, quella della mente estesa di Andy Clark e David Chalmers, che considera parti dell’ambiente (o tutto l’ambiente) come elementi appartenenti alla nostra mente. Se per esempio usiamo un’agenda per segnarci gli appuntamenti della settimana, quell’agenda sta svolgendo la funzione di memoria, tradizionalmente considerata parte della mente. Quindi anche l’agenda è parte della mente, pur essendo estesa al di fuori del nostro corpo. Riassunto in modo sintetico. Internet svolge la stessa funzione, in modo molto più potente: ci posso mettere un’agenda, ma anche una sveglia, o i miei appunti, o un post di un blog, o creare calendari per eventi e invitare persone, o caricarci i miei papers o cercare quelli di altri autori per studiarli eccetera eccetera. Quindi anche Internet fa parte della mia mente estesa.

Con una differenza: fa parte delle menti estese di tutti coloro che possono accedervi. Un groviglio di menti. Una specie di ribaltamento copernicano: prima la mia mente era il centro attorno a cui gravitava il sistema, adesso la mia mente è solo un pianeta che gira attorno alla “grande mente” centrale che è Internet, a cui mi collego.

Comunque, avere Internet addosso sarà solo un passaggio quantitativo per questa ragione. Già adesso accedo alla rete. Sono parte della rete e permetto ad altri di accedere a me, alla mia mente. Si può discutere anche della questione dell’identità che va a farsi friggere, ma per adesso no, altrimenti non finisce più questo post.

La teoria della mente estesa mi permette – cosa a cui pensavo mentre scribacchiavo il libercolo menzionato all’inizio – di pensare a una teoria del corpo esteso: se ci sono oggetti che uso per svolgere funzioni che posso fare con il corpo, allora fanno parte del corpo. Uno schiaccianoci quando potrei usare le mani. Un bastone per aiutare chi è malfermo sulle gambe. E, perché no?, delle protesi per chi ha perso degli arti. Ma a questo punto, si torna alla difficile questione del limite tra cura e potenziamento, distinzione che non posso giustificare e quindi sono obbligato dalla logica a ritenere che anche le protesi potenzianti siano corpo esteso in modo legittimo. E il passo al cyborg della fantascienza è breve: l’ibridazione uomo-macchina a fini potenzianti.

Il punto è che già ora usiamo le macchine per potenziarci, e lo abbiamo sempre fatto. Dalle macchine a vapore di Erone di Alessandria, ma ancora prima le macchine belliche di tutti gli eserciti – in particolare quello romano, fino al nostro attuale accesso a Internet grazie a chip e backbones, silicio e rame e altri conduttori e superconduttori sistemati in modo meccanico. Il nostro corpo è già esteso, assieme alla mente. E usiamo già delle tecnologie indossabili: i nostri smartphones, con connessione a Internet e quindi al resto della “grande mente centrale”, hanno anche un risvolto fisico, per esempio posso ordinarci dei libri e me li consegna un fattorino oggi, un drone domani.

Il risultato finale è che siamo già cyborg. Quindi il futuro è già arrivato?

2 pensieri riguardo “Il futuro è ancora quello di una volta?

  1. no. il futuro arriverà quando il vestito ti spia (per gli entusiasti: ti monitorizza) e tu non puoi togliertelo
    (non manca molto secondo me).

    non mi convince molto l’esempio dello schiaccianoci; posso usare le mani anche con le nocciole?
    …posso avvitare a mano i bulloni delle ruote della macchina, ma poi mi conviene andarci in giro?

    …una chitarra è “corpo esteso”?

  2. una chitarra potrebbe essere parte del corpo esteso, se pensi che con il tuo corpo “normale” puoi produrre suoni (e non solo rutti e flatulenze): se è così, allora il farlo con una chitarra tenuta in mano è corpo esteso. Come nel caso della mente estesa: tutto quello che usi come se fosse mente/corpo, tutto quello che usi per svolgere funzioni che “normalmente” svolgi con corpo o mente, fa parte di corpo/mente estesi.
    In genere quegli strumenti sono creati per svolgere meglio alcune funzioni: rompiamo noci con le mani, ma non tutti ci riescono, mentre con lo schiaccianoci ce la fanno molti di più.
    Ci sarebbe da chiedersi, eventualmente, se le tecnologie che funzionano a distanza fanno parte del corpo/mente estesi. Un telecomando? Io direi di sì. Far muovere arti altrui usando la propria mente?
    Questo è corpo esteso: http://www.polygon.com/2014/12/19/7420667/man-uses-mind-to-control-his-two-new-robot-arms
    Questo è corpo esteso? http://news.discovery.com/tech/biotechnology/monkeys-move-virtual-arm-with-their-mind-131107.htm
    Questo è parecchio complicato: https://www.ted.com/talks/greg_gage_how_to_control_someone_else_s_arm_with_your_brain
    muovere il corpo di qualcun altro con la propria mente. Come fa un corpo a estendersi così tanto da “includere” un altro corpo già “abitato”?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...