L’economia del movimento

La Russia ospiterà la Olimpiadi invernali, a Sochi.

Lasciamo da parte le questioni legate alla corruzione, ai miliardi svaniti chissà dove, alla torcia olimpica disegnata probabilmente da un individuo affetto da incapacità congenita e odio per il fuoco (si spegne ogni 3 metri…), e agli altri rischi (terrorismo) presenti.

Parliamo invece delle ideone sul genere “invece di pagare il biglietto della metro, fai 30 squat e viaggi gratis“. C’è una macchina distributrice apposita, che tramite una ripresa video e un controllo con un software verifica anche che gli squat siano fatti bene, con la posizione corretta, e poi rilascia il ticket.

la macchina degli squatbiglietti

Il colpo di genio degli addetti al marketing è coinvolgere tutta la popolazione nell’evento. Come quando i greci pensarono di massacrare tutti i randagi di Atene per le Olimpiadi del 2004, o come i meravigliosi poster che in Cina per Pechino2008 invitavano tutti a non sputare per strada. C’è sempre qualche mente fenomenale che trova il modo di imbucarsi dove ci sono tanti soldi da grattare.

Il punto è che un biglietto della metro russa costa 30 rubli, neanche 70 cent di euro. Il parallelo sarebbe 30 rubli = 30 squat (meno male che non c’è una super-inflazione), ma quale incentivo può dare un “premio” così basso?

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