I trasferelli potenziati

Chi era piccolo negli anni ’80 e aveva una propensione ai tatuaggi che non poteva ancora soddisfare (ma era solo questione di tempo…) conosce i trasferelli. Immagino che anche i piccoli contemporanei li usino. Quei tatuaggini temporanei che erano venduti dal giornalaio, o si trovavano dentro le cicche (quelle vendute singolarmente, di solito dei mattoncini rosa di gusto non mi ricordo), che si poggiavano sulla parte da “tatuare”, si cospargevano abbondantemente di acqua e poi si lisciavano sulla pelle, in modo da farli aderire quando si sarebbe tolta la pellicolina posteriore.

Gli stessi che si ricordano i trasferelli probabilmente hanno avuto anche l’infanzia tormentata da adulti/anziani che volevano proibire quella pratica, adducendo il mito della presenza di LSD in quelle figurine da pelle. Così come nei francobolli. Non so LSD, ma da me girava parecchia eroina, quando ero all’asilo raccoglievo le siringhe usate nel nostro cortile. Spaventando a morte le maestre. Ma è un altro discorso.

Quindi: cose da appiccicare sulla pelle a imitazione di un tatuaggio + sostanze diverse presenti in quelle cose da appiccicare.

Potevo mettere Natasha Kai (calciatrice USA) o Chris Andersen (cestista USA)...
Potevo mettere Natasha Kai (calciatrice USA) o Chris Andersen (cestista USA)…

Ora la scienza ha trovato un uso non solo ludico per i trasferelli potenziati: possono essere usati per monitorare le prestazioni del nostro fisico. Una sottile pellicola di fibra di carbonio, scelta di questo materiale in modo da seguire i movimenti della pelle senza spezzarsi, sostiene un apparato elettrochimico capace, per ora, di rilevare l’acido lattico tramite la misurazione della sudorazione (maggiore sudorazione corrisponde, dato il lavoro atletico, a maggior presenza di acido lattico nei muscoli) e il ph della pelle. Questi due parametri sono utili per misurare l’intensità del lavoro fisico. Immaginiamo qualcuno che vuole perdere peso facendo attività fisica invece che morendo di fame: questo tatuaggino temporaneo gli permette di registrare parametri che possono indirizzare gli allenamenti successivi. Se infatti non concediamo al muscolo il giusto riposo e recupero, il lavoro successivo sarà meno efficace, potenzialmente inutile o persino dannoso.

Anche gli atleti di livello chiaramente potranno avere vantaggi nell’allenamento. Ma, anche se gli autori della ricerca non ne parlano, mi sembra che le applicazioni siano molte: appunto dal monitorare parametri utili fino al registrare parametri vitali in un tempo continuativo (più giorni, almeno; il tempo che il tatuaggio può durare). Un medico potrebbe usare questi tatuaggi temporanei invece di pratiche più invasive o costose, potrebbe rimandare il paziente a casa invece di tenerlo ospedalizzato e legato a macchinari.

E nello sport, la rilevazione di sostanze estranee sarebbe un campo d’elezione indubbio: piazzi un tatuaggio all’atleta all’inizio della competizione e lo togli alla fine. Nel frattempo registra tutto, tutte le variazioni che avvengono nel corpo dell’atleta. Antidoping senza prelievi di sangue e urine, e a costo molto inferiore dei laboratori antidoping odierni.

4 pensieri riguardo “I trasferelli potenziati

  1. Ho scorso un paio di volte l’articolo linkato…. non ci ho capito quasi nulla. I riferimenti sono generici e probabilmente occorrerebbe dedicare più tempo per comprendere cosa volessero riportare, come funziona (il cosidetto lato tecnico) ecc…. Quello che non comprendo del tuo post è l’aggancio con l’antidoping ,
    Ho individuato l’unico passo che mi sembra pertinente:
    ” in a device that is fast, highly sensitive, and able to detect targeted chemical compounds while tuning out others that could interfere with its measurements” ma da lì a dove dici tu… come ci arriveresti?
    un Sorriso

  2. se il trasferello riesce a leggere la situazione del corpo tramite il sudore, immagino sia fattibile (e mi pare sia sottotraccia) individuare variazioni più o meno sensibili nella chimica corporea, compreso il doping, tramite appunto il sudore (per esempio, una quantità di acido lattico inferiore al previsto)

  3. Non è che i sensori funzionano proprio così, ma magari potrebbe essere possibile. Quello che mi mancava (ogni giorno si può imparare qualcosa che nel sudore ci sia una percentuale di acido lattico variabile in funzione dello sforzo (o del mancato sforzo) in ogni caso qualora sia fattiible applausi a chi ci riesce.
    un Sorriso.
    P.S. mi ricorda un po’ il test dell’ematocrito che rappresenterebbe un metodo di indagine e non una prova diretta… se fosse così potrebbe essere applicata anche a fine gara …. però anche questa cosa mi rimanda ad altri pensieri “Gattaca” ….e similari

  4. ecco cosa dicono proprio i ricercatori:

    a highly sensitive, wearable biosensor that monitors the pH and lactate content in sweat

    e più sotto:

    a device that is fast, highly sensitive, and able to detect targeted chemical compounds while tuning out others that could interfere with its measurements

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