Una testa nuova

Notizia non recentissima, ma tant’è: Sergio Canavero, neurochirurgo a Torino, ha affermato di essere pronto al primo trapianto totale di testa.

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La tecnica sarebbe disponibile già dagli anni ’70, quando Robert White trapiantò la testa di un macaco sul corpo di un altro. Ovviamente ora quella tecnica è affinata, e gode del vantaggio delle nuove tecnologie per favorire la rigenerazione dei nervi uniti ex novo. Il taglio sarebbe così preciso da non comportare danni, come quelli che si registrerebbero in una normale lesione del midollo spinale. E pare che l’ostacolo al momento sia il costo, circa 13 milioni di dollari.

Altri problemi sono chiaramente la ricerca di donatori – di testa o di corpo interi e sani. Infatti questa tecnica potrebbe aiutare le persone che non hanno più il controllo del proprio corpo, vuoi per via di quelle lesioni spinali citate, vuoi per malattie degenerative. I donatori di corpo potrebbero essere individui morti per incidenti alla testa che non hanno coinvolto il resto del corpo.

Curiosamente – per un filosofo, almeno – il discorso è continuamente incentrato sulla donazione di corpo, e non sulla donazione di testa. Il donatore è quello che mette il corpo, il ricevente è la testa. Il primo pensiero va alle teste nei contenitori di Futurama, conservate in musei oppure a capo del mondo intero (la testa di Nixon). Il secondo pensiero però è: c’è un pregiudizio a favore della testa? Noi siamo la nostra testa e non il nostro corpo?

Se X ha un corpo a posto ma la testa no, non può chiedere un trapianto di testa? Quando sarà trapiantato, chi sarà a definire il nuovo io? La testa o il corpo? Cosa ci sarà scritto sui documenti? Ci sarà scritto “Sig. Y” (il donatore di testa) o “Sig. X” (il donatore di corpo)?

E se è la testa che definisce la nostra identità – in base immagino al bias favorevole alla mente, allora a cosa ci serve un corpo? Possiamo tenere le teste nei contenitori. Possiamo impiantarle su un cyborg.

Faccio notare che effettivamente la morte cerebrale è la morte definitiva, nelle definizioni mediche. Il cuore può smettere di battere, ma finché non viene decretata la morte cerebrale il corpo può essere attaccato a dei macchinari e mantenuto in “vita”. Se invece il cuore o gli organi funzionano ancora ma viene decretata morte cerebrale, si può procedere all’espianto per trapiantare a chi ne ha bisogno. Sto quindi parlando di criteri etici, e non medici.

9 pensieri riguardo “Una testa nuova

  1. mah, è proprio quello il problema: cosa qualifica un “io”? La testa o il corpo?
    Può essere la testa: c’è la ragione (ammesso che sia lì e che identifichiamo mente = cervello), la foto sulla patente è una testa e così via.
    Però la ragione è il criterio che definisce l’io?
    Diciamo che lo sia, e che risieda nella testa: allora posso spaccare braccia e gambe senza incorrere in problemi giudiziari, visto che se non sono un “io” allora non sto facendo del male a nessuno.

    1. Spaccare no, almeno non te lo consiglio🙂 Però se lo facessi lederesti la possibilità di un io di usufruire delle sue piene potenzialità fisiche. La possibilità di autodefinirti come “io” risiede nel ragionamento, che probabilmente è frutto del lavoro del cervello. Penso che comunque la testa ha sempre un valore relativo maggiore🙂

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