Piccolo prestito

Anni fa un ingegnere mi ha coinvolto nel mondo del microcredito. Usava Kiva, e come funziona è piuttosto semplice: ti colleghi, ti iscrivi con un account, e carichi minimo 25 $ da prestare a qualcuno che li userà, assieme a quelli degli altri prestatori, per scopi vari. Per esempio comprare mucche, riparare un taxi, rifornire il negozietto di quartiere, acquistare tessuti da colorare e fare vestiti. Ora si è aggiunta anche la possibilità di aiutare gli studenti.

Il prestito viene restituito, non è un regalo a fondo perduto. Perché in pratica serve a coprire le agenzie di microcredito che lavorano localmente, e finanziano i prestiti in prima istanza. Quindi i vari richiedenti che appaiono sul sito in realtà hanno già ricevuto il prestito. Comunque, con tempi più o meno lunghi (ogni scheda di prestito riporta i termini delle scadenze), i prestiti vengono restituiti. Certo bisogna fare attenzione a certi indicatori, per esempio in alcuni Paesi con una moneta non esattamente stabile la restituzione del prestito potrebbe non essere integrale (cioè, loro restituiscono comunque la stessa somma che hanno ricevuto, solo che può valere meno al cambio).

Ger, Mongolia
Ger, Mongolia (Photo credit: Wikipedia)

Quello che mi sembra un buon passo avanti è appunto la possibilità di aiutare a finanziare gli studi di qualche ggiuvine. Ho sfogliato oggi la sezione Higher Education, ma ho visto solo uomini. Non che non meritino di studiare. Ma data la particolare situazione dei Paesi da cui provengono, mi sembra più proficuo contribuire agli studi di qualche ragazza, che così non sarà necessariamente relegata al ruolo di madre di tanti figli e cuoca/cameriera, e sarà un mattoncino nel cambiamento globale. D’altronde sono soldi ben investiti perché è arcinoto che le donne studiano di più e ottengono risultati migliori dei maschi (per farci cosa poi, boh…)(questo era sarcasmo eh). Ho contribuito allora al prestito per un signore della Mongolia, che userà quei soldi per pagare la retta universitaria di sua figlia – un buon compromesso.

7 pensieri riguardo “Piccolo prestito

  1. immagino sia perché l’agenzia di microcredito locale è una for-profit e richiedeva un debitore affidabile. Il padre (che nella scheda è identificato come lavoratore stabile nel ramo macelleria e commercio carni) è sicuramente più affidabile di una 20enne (ragazzina!) studentessa universitaria – categoria notoriamente di spiantati tranne in alcune università…

    Oppure è sessismo.

  2. sospetti trucchi? Quel genitore è stato analizzato (solvibilità, “reali motivazioni”…) dall’agenzia di microcredito locale prima di accedere a Kiva, proprio perché il prestito l’ha già ricevuto dall’agenzia locale.
    Comunque, negli altri casi è una università privata africana a chiedere il prestito per gli studenti (e continuano a essere tutti maschi, anche oggi)

  3. Più che trucchi, pensavo a pregiudizi sessisti: se sei studente uomo allora riesci ad avere il prestito a tuo nome, se sei studente femmina è meglio se il prestito lo chiede un uomo, tuo padre, tuo marito, tuo fratello…

  4. beh il fatto che tutti gli altri siano comunque studenti maschi (tranne nella “pubblicità”, il post del blog di Kiva dove si annuncia l’accordo con l’università privata keniana, in cui le donne sono 2 su 4) è piuttosto indicativo, credo. O magari tutte le studentesse erano già state finanziate…

    Comunque ho scoperto che qualcuno, un Simone, ha usato il link nel mio post per entrare in Kiva, cosa che ha permesso a me di avere altri 25$ da prestare (entro il 4 luglio, adesso cerco bene) donati da “misteriosi finanziatori” (i 25$ saranno restituiti a loro, alla fine, ma intanto scegliamo noi a chi prestarli) che aiutano Kiva, e immagino che gli stessi 25 siano arrivati anche a lui. Bene e complimenti! Che questo sia un invito anche ad altri lettori che ancora non usano Kiva.

  5. ma toh, se vai a vedere adesso nelle pagine Higher Education trovi un mucchio di ragazze che chiedono prestiti per se stesse, tra la Giordania e l’Indonesia. In Giordania l’esempio della regina deve essere molto influente, si vede, ma in Indonesia? Boh. Comunque, esimio dott. Silvestro, ecco che ci sono studentesse non sotto la tutela di altri.
    Ecco il prestito che ho fatto con i 25$ donati per il clic sul link che avevo fornito per l’altro prestito che ho fatto http://www.kiva.org/invitedby/aske/for/578084
    cliccate anche qui così possiamo ottenere uno sponsor che ci offre 25$ a testa per fare altri prestiti.

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