Guarda là, sotto la sabbia

c’è un manufatto d’argilla. Sembra un pupazzetto. Un bambino d’argilla, sumero. E vicino, su una tavoletta, la sua storia.

Quando ho aperto questo blog, avevo messo come spiegazione queste righe:

Al Liceo ero un demente.

Certe cose non cambiano mai, ma ai tempi eravamo un gruppo di dementi con una grande quantità di occasioni per dimostrarlo. Una di queste occasioni l’avevamo trovata in un libro di storia dei primi anni, nel capitolo sui sumeri. In uno specchietto, come storia collaterale, svincolata dal flusso dei grandi eventi, si raccontava la triste vita di un bambino che non rispondeva alle aspettative pedagogiche dei genitori e dei maestri (sumero e somaro).

Da quello spunto avevamo creato una serie di narrazioni su quel bambino sumero e somaro, in primo luogo il fatto che il suo corpo fosse d’argilla, materiale diffuso e privilegiato tra il Tigri e l’Eufrate: era un bambino d’argilla, non particolarmente brillante, e consapevolmente sfigato.

Dedico questo blog al bambino d’argilla sumero, per simpatia.

Poi avevo smesso di scrivere, per un paio d’anni abbondanti. Avevo i miei motivi.

Ma i sumeri costruivano per durare. Roba d’argilla che resiste dopo 3000 anni. Rimane sotto la sabbia, poi qualcuno scava oppure inciampa in qualcosa che spunta, e la sabbia viene rimossa. E poi erano loro che mandavano Gilgamesh a cercare l’erba che dona l’immortalità (lui la trova, ma poi se la mangia il serpente. Anche Gilgamesh era sfigato – certo che si erano scelti un bell’eroe…). Quindi riciccia fuori l’artefatto argilloso cotto, vediamo quanto dura.

2 pensieri riguardo “Guarda là, sotto la sabbia

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